LA RICCHEZZA DI STARE INSIEME
Marisa Oliva
Era il 1966, verso la fine di giugno, io ero una ragazzina con tanta voglia di conoscere e di sapere. Una mattina sentii parlare dal fornaio di una festa che facevano al Cantone, un borgo di case del Comune di Cadelbosco di Sopra vicino a Reggio Emilia, distante un chilometro dalla mia casa, in aperta campagna.
Quel giorno, a pranzo, portai con entusiasmo la notizia alla mia famiglia, che, ignara, non mostrò, dopo il mio racconto, molto interesse.
L’unica persona che accolse e condivise il mio slancio, fu mia nonna Faustina, che conosceva l’organizzatrice di questa festa, una certa Arduina, e poteva darci tutte le informazioni.
Quel giorno, intorno alle 14 del pomeriggio, io e la nonna attendemmo l’arrivo delle donne che andavano a lavorare nei campi, poco distanti da casa mia, passando per il mio cortile per accorciare il tragitto.
Tra queste signore c’era anche l’Arduina, la quale dopo le nostre domande, confermò la notizia, invitandoci quella stessa sera al chiosco del Cantone per aiutare lei e le altre volontarie nella preparazione dei cappelletti e, il giorno successivo, dei tortelli verdi.
Al Cantone, all’interno del borgo, era stato costruito un piccolo chiosco in muratura che i volontari, organizzatori della festa, avevano attrezzato a cucina.
Al suo esterno era stata invece allestita una piccola tettoia, sotto la quale si mangiava e si ballava.
Quella sera andai anch’io con la nonna: e preparammo i cappelletti, poi li riponemmo nei contenitori di legno ad essiccare.
Ebbi modo di conoscere nuove persone. Tra queste c’era Eros, un giovane organizzatore, più grande di me. Questa persona è diventata un amico e un punto di riferimento per i giovani del paese. Quando si faceva qualche iniziativa nel paese ci riuniva.
Il giorno dopo ritornai alla festa per aiutare ad apparecchiare e servire in tavola con il mio grembiulino bianco. Era bello perché non lo avevo mai fatto e mi sentivo importante, insieme a tanti altri giovani.
Nel menù erano elencati: cappelletti in brodo, tortelli verdi al burro, lesso di manzo e di gallina con salsa giardiniera, coniglio alla cacciatora e, infine, come dolce, la zuppa inglese. Tutto era preparato dalle donne.
A fine serata, ci sedevamo a tavola tutti insieme, mangiavamo i tortelli e la zuppa inglese, tra una battuta e alcune risate.
La serata si concludeva con tanto dispiacere, perché le occasioni per stare in compagnia non erano frequenti.
Mi ricordo che in casa mia, come in tante altre famiglie, i cappelletti e i dolci si mangiavano nelle festività, come il Natale, la Pasqua, il 25 aprile e il 1° maggio.
Questo scritto mi ha fatto rivivere un sentimento del mio passato, nella mia comunità.
Ricetta di cappelletti in brodo di carne di Oliva Marisa:
Cappelletti in brodo alla reggiana
Per 8\10 persone
Per la pasta
500 gr. di farina di grano tenero 00
5 uova intere
Per il ripieno
100 gr. di polpa di vitello magra macinata
100 gr. di polpa di maiale magro macinata
80 gr. di polpa di manzo magro macinata
1 salsiccia
120 gr. di pane grattugiato
130gr. di parmigiano reggiano grattugiato
1 bicchiere di vino bianco secco
30 gr. di prosciutto crudo finemente tritato
3 cucchiai di olio extravergine d’oliva
1 cipolla
1 carota
1 costa di sedano
2 spicchi di aglio
1 rametto di rosmarino
1 foglia di alloro
noce moscata, sale, pepe q.b.
Preparazione del pesto
Prendete la cipolla, il sedano e la carota, tritateli finemente e metteteli in una pentola, poi aggiungete 4 cucchiai d’olio e coprite la pentola.
Fate rosolare per 5 minuti , poi aggiungete i vari tipi di carne e 1 bicchiere di vino.
Mescolate per bene la carne, lasciando cuocere per 5 minuti a fuoco vivo per far evaporare il vino.
Ora potete aggiungere l’alloro, qualche foglia di rosmarino (che poi toglierete a cottura ultimata), l’aglio, la noce moscata, il sale e il pepe.
Continuate la cottura per un’ora, fino a quando la carne si è asciugata dal suo brodo di cottura. Lasciate raffreddare, poi macinate la carne e le verdure, aggiungendo il pane e il parmigiano reggiano e amalgamate il ripieno con le mani.
Ponete la farina a fontana sulla spianatoia, rompete le uova, impastate bene per 15 minuti, formate una palla che poi appiattirete con le mani e stendetela con il mattarello fino a ottenere una sfoglia sottile.
Ora tagliate dei quadrati di 3 cm. e disponete al centro del quadrato una piccola quantità di ripieno, infine ripiegate quadrato, lungo la sua diagonale, per formare un triangolo. Premete bene la pasta lungo i bordi e unite i due punti estremi del triangolo, rigirando intorno all’indice.
Cuocete i cappelletti in un brodo di carne mista, di cappone e manzo, e servite i cappelletti in brodo con una spolverata di parmigiano reggiano.
Vi assicuro che la preparazione è lunga, ma ne vale la pena!
Buon appetito!
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