I CAPPELLETTI DEL “LOVO”
Paola Balducchi
Quando ero una ragazzina spesso andavo con i miei genitori a trovare mia nonna a Ravenna. Nonna Annunziata era un'ottima cuoca e fra le sue specialità c'erano i cappelletti alla romagnola che non mancavano mai nel suo menù, ma spesso con essi faceva uno scherzo molto simpatico che poi vi dirò.
I cappelletti li faceva così:
Ingredienti per 4 persone: per la pasta 400 gr. di farina, 4 uova; per il ripieno 200 gr. di ricotta, 100 gr. di formaggio tenero (ad esempio casatella o bazzotto), 100 gr. di parmigiano, 50 gr. di pecorino stagionato, 1uovo, una grattugiata di noce moscata, sale. Per servirli, brodo di carne, parmigiano.
Preparazione:
Impastate la farina con le uova fino ad avere un composto liscio e omogeneo, poi lasciate riposare la pasta coperta per qualche minuto. Preparate il ripieno, stemperate la ricotta con il formaggio tenero, unite il parmigiano, le uova, il sale e la noce moscata, amalgamate bene il tutto. Tirate la sfoglia di uno spessore medio, ricavate dei quadrati di circa 5 cm di lato, riempiteli con un po' di ripieno, richiudetelo a triangolo chiudendo bene i bordi quindi fate girare i triangoli intorno al dito medio e sovrapponete le due estremità. Cuoceteli nel brodo di carne e serviteli in brodo con una spolverizzata di parmigiano.
Mia nonna così faceva i cappelletti. Mentre riempiva i cappelletti, in uno metteva un fagiolo in mezzo al ripieno. Quindi a chi capitava il cosiddetto cappelletto “lovo” aveva due soluzioni: o ingoiare il cappelletto col fagiolo come se niente fosse, oppure dichiarare di avere trovato il fagiolo dentro il cappelletto e fare un'adeguata penitenza decisa dagli altri commensali. Mi ricordo che mi capitò più di una volta di trovare il fagiolo. La prima volta confessai di averlo trovato e feci una penitenza per nulla piacevole, dovetti sparecchiare e lavare i piatti. La seconda volta che mi capitò di trovare il fagiolo ingoiai il cappelletto con il fagiolo facendo finta di niente. Se nessuno dichiarava di averlo trovato, la nonna guardava i commensali negli occhi e chiedeva a ognuno chi aveva mangiato il cappelletto del "lovo". Naturalmente tutti negavano e finiva il tutto con una grande risata.
Mia nonna è purtroppo venuta a mancare da parecchi anni, ma mi ricordo ancora la sua soddisfazione nel preparare il “cappelletto del lovo” che è un'espressione dialettale per indicare il cappelletto del goloso. Questo è uno dei tanti ricordi piacevoli che ho di mia nonna che non dimenticherò, come conserverò sempre le ricette di cucina che mi ha tramandato. Specialmente i cappelletti alla romagnola..
Nessun commento:
Posta un commento