mercoledì 18 aprile 2012

Che viaggio...

CHE VIAGGIO…
La nonna: Patrizia Foti, moglie del nonno Sergio Meneghin


Drin, drin, drin, drin… mi alzai di soprassalto, guardai la sveglia sul comodino e vidi che erano le tre del mattino. Con il cuore in gola e con voce tremolante risposi al telefono. Dall’altra parte sentii la voce di mio figlio Aaron che, emozionato, mi annunciava la nascita del mio secondo nipotino. Il suo nome sarebbe stato Lorenzo. Mio figlio vive e lavora in Olanda già da parecchi anni, con sua moglie e la loro prima figlia, la mia nipotina Giulia, che oggi ha poco più di due anni. Per questo, nonostante ci sentiamo e vediamo su Internet quasi tutte le sere, possiamo abbracciarci solo poche volte l’anno, di solito per le feste di Natale o Pasqua, quando vengono in Italia. Quella notte, è stata per me una delle più belle della mia vita!
Dopo aver svegliato mio marito, che aveva continuato a dormire nonostante il trambusto, per comunicargli l’emozionante novità, pensai subito di andare io in Olanda a trovarli. Il giorno seguente mi misi subito all’opera per organizzare il viaggio e con l’aiuto di un’amica, più esperta di me per queste cose, prenotai il volo in aereo Treviso-Amsterdam per tre giorni dopo.
…Ero così emozionata…!! Pensai e ripensai che cosa portare con me in regalo, sia per la novella mamma, sia per la mia nipotina Giulia… così finii con il ritrovarmi ai fornelli per preparare le mie “caramelline speciali di formaggio” (per la ricetta, vedi a piè di pagina).
L’aereo viaggiava in piena notte, non riuscii a chiudere occhio, come faccio di solito se sono in viaggio, tanto ero eccitata all’idea di vedere il mio nuovo nipotino Lorenzo, che fino a quel momento avevo potuto solo salutare accarezzando il pancione della mamma il Natale prima. Ero anche un po’ preoccupata per come raggiungere mio figlio a casa sua, d'altronde ci ero stata solo due altre volte e non parlo l’olandese… avevo però con me il suo indirizzo e poi, chi ferma una mamma quando è determinata! Dopo qualche ora e qualche piccola peripezia, per via della lingua, arrivai sana e salva fuori la porta di casa sua. Era una piccola casetta circondata da un po’ di giardino già con qualche fiore di narciso sbocciato anche se eravamo solo alla fine di marzo. Si vede che non solo da noi sono cambiate le stagioni. Solo a guardarla mi si scaldò il cuore e così mi preparai e suonai il campanello.
Mi aprì mio figlio, che dopo essersi dato un pizzicotto, mi accolse con un caloroso abbraccio di benvenuto. Furono tre giorni meravigliosi che non riuscirò mai a dimenticare, ma soprattutto mi resteranno sempre impressi nella memoria, il sorriso della mia gioia, Giulia, e il suo commento quando a pranzo assaggiò le mie caramelle al formaggio: “Ma mamma, questa è una magia! Voglio proprio sapere come le fai a farle! Ti voglio tanto bene!”.


La ricetta: “Caramelle alla crema di formaggio”
Ingredienti per 4 persone: 250 gr. di farina, 2 uova. Per il ripieno: 100 gr. di formaggio stracchino, 20 gr. di formaggio philadelfia, 200 gr. di ricotta, 80 gr. di formaggio parmigiano grattugiato, un pizzico di noce moscata.
Per condire: 60 gr. di burro, una grattugiata di tartufo nero, sale e pepe.
Preparazione: su una spianatoia versare la farina a fontana, unite le uova, mettete un pizzico di sale, impastate fino a ottenere una pasta liscia e omogenea, quindi fatela riposare per un’ora. Nel frattempo mescolate la ricotta con gli altri formaggi, unite un pizzico di noce moscata, salate, pepate e amalgamate bene tutti gli ingredienti fino a ottenere un composto omogeneo. Con un mattarello tirate la pasta finché non si riduce a una sfoglia sottile, poi con la rotella per la pasta ricavate dei quadrati di 5 cm. di lato, spennellate la loro superficie con il burro fuso, mettete al centro un cucchiaio di crema di formaggio precedentemente amalgamato e chiudete la pasta a forma di caramella. Cuocetele in acqua bollente salata – poco – per tre-quattro minuti. Scolate e condite con il burro precedentemente lavorato a crema e alla fine spolverizzate con una grattatina di tartufo.

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